set 20, 2011
Intervista a Don Aldo Rabino sul tema della tessera del tifoso e sulla repressione.
Ogni anno, il 4 maggio, si commemorano le vittime della tragedia accaduta nel 1949. È il cappellano granata, Don Aldo, a celebrare la messa per i caduti di Superga. E anche per quest’anno, sempre con molta stima, abbiamo ricevuto l’impulso incoraggiante, grazie alle capacità espressive colme di saggezza e di severità da parte di quest’ uomo che, oltre ad avere grande passione per il giuoco del calcio, riserva notevoli esperienze di vita.
“I tifosi sono la realtà sportiva che oggi piu mi appassiona, perchè quando li vedo intorno ad un campo da calcio, in una palestra per una partita di Basket, in una stadio fatto di ghiaccio o altro, vedo un pò la vita nella sua totalità.
Vedo il bambino, l’adolescente, il genitore, il nonno. Lì, si vedono cappellini, maglie, striscioni variopinti: in un momento di vita spettacolare. Io non riesco a immaginare una partita a porte chiuse, io amante di tutti gli sport, poichè i tifosi sono la realtà più bella, che va recuperata e che non va macchiata; mai tenuti nella giusta considerazione: troppi torti.
Si dimentica troppo spesso un significato ben profondo, i tifosi avrebbero bisogno di essere supportati anziche SOPPORTATI. Con molta franchezza dobbiamo dire che tutto ciò non deve mai sfociare nella violenza o nelle intimidazioni
. Io sono contrario ad ogni tipo di violenza e su questo modo di espressione, alquanto doloroso, direi che siamo fuori da ogni binario; se questo atteggiamento non cambia si creano delle pressioni fuori posto. Non dimentichiamo che questi modi possono creare danno alla squadra. Io sono contrario alla tessera del tifoso, non è con la repressione che si risolve il problema, bisogna educare nel piccolo, per vedere poi i risultati in grande. Occorre provare a dialogare e discutere.; sarebbe interessante sederci e parlarne tutti insieme.
Ribadisco: perchè reprimere e non educare? La strada più semplice è quella di decidere nella maniera più veloce e meno faticosa, mentre invece affrontare un argomento che gioverebbe all’educazione, costerebbe sicuramente più tempo.
… La forza dei poveri è quella di restare uniti; o capiamo questo, o restiamo da soli e perdenti.”
Nato nel 1939, sacerdote salesiano, educatore, insegnante e pubblicista, in Valle d’Aosta e Piemonte nel 1989, e successivamente in PGS Regionale e Nazionale FIGC e SGS. Sono quarantacinque anni che Don Aldo Rabino si impegna nel sociale e a favore della gioventù. E’ il Responsabile dell’Operazione Mato Grosso, attività rivolta ai giovani con i quali si propone di lavorare gratuitamente per i poveri e i lebbrosi in Brasile.
Creatore dell’Oasi di Maen, l’incantevole struttura situata nella provincia di Aosta, luogo di grande ospitalità, immerso nel verde e incorniciato dai profili del meraviglioso monte Cervino; ambiente adatto al riposo, per la preghiera, la meditazione e lo sport. L’area attrezzata e i campi da gioco permettono alle squadre di eseguire i consueti ritiri estivi di preparazione al campionato. Anche le giovanili del Torino calcio per vent’anni, hanno usufruito degli impianti. Attualmente si svolgono i campi estivi settimanali. Queste sono alcune delle attività alle quali Don Aldo si è dedicato negli anni con i suoi volontari.
Lo staff di Supertifo ringrazia sentitamente Don Aldo Rabino, il quale ha dedicato tempo e parole preziose agli appassionati del calcio e dello sport complessivo.
Speciale, pagine in granata, a cura di: GIUSEPPE MASTROPIERRO E DANIELA SCUTO
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