set 26, 2011
Nel n° 8 di Supertifo abbiamo pubblicato, che vi riproponiamo nel primo post di questa sezione di Tifoblog, nel nuovo Supertifo online, un articolo dedicato ai Vigili del Fuoco, l’omaggio ad un corpo che è un vero esempio di “servitori dello Stato”, anzi di “operai dello Stato” a detta di Anna Ayroldi, culminato con l’infausto esempio di cui ricorre in questo mese il decennale del martirio di molti di loro nelle Twin Towers in questo 11 settembre 2011.
QUANDO LA FIAMMA NON DEVE SPEGNERSI
Rispettiamo solo i pompieri
Questo mese vogliamo dedicare ai Vigili del Fuoco un nostro report ..in occasione della festa di Santa Barbara.
a cura di Anna Ayroldi
Per Ringraziare…
Preghiera dei VV.FF
“Iddio che illumini i cieli calmi gli abissi, arda nei nostri petti,
perpetua, la fiamma del Sacrificio.
Fa più ardente della fiamma il sangue che scorre nelle vene,
vermiglio come un canto di Vittoria.
Quando la Sirena urla per le vie della città,
ascolta il palpito dei nostri cuori, votati alla rinuncia.
Quando a gara verso di Te saliamo, ci sorregga la tua mano piagata.
Quando l’incendio inarrestabile avvampa, bruci il male che si annida
nelle case degli uomini, non la ricchezza che accresce la potenza della patria.
Signore, siamo i portatori della Tua Croce, e il rischio è il nostro pane quotidiano.
Un giorno senza rischio è non vissuto, poichè per noi credenti
la morte è vita, è luce: nel terrore dei Crolli, nel furore delle acque.
Nell’inferno dei roghi.
La nostra vita è il fuoco, la nostra fede è Dio.
Per Santa Barbara martire.
Amen”

Sempre presenti, sempre in azione, disposti al sacrificio con umiltà e devozione: nelle strade, nelle case, negli stadi.
Le sirene che suonano, l’emergenza che incalza, il sangue al cervello e la paura che vorrebbe prendere il sopravvento…
Ma l’emergenza, la gente che chiama, il problema da risolvere. I feriti da salvare sono più importanti di noi…
E si parte verso un luogo sconosciuto, ma reale, dove possiamo mettere a frutto la nostra esperienza e la nostra competenza professionale.
Il cuore in gola.
Si arriva sul posto.
Davanti a noi a volte non c’è più nulla, dobbiamo solo fare in fretta, preoccuparci delle persone, ridurre i rischi…semplicemente agire.
E noi siamo lì in mezzo, dove ci sono feriti, donne, uomini, bambini, persone da salvare, i nostri amici fedeli, amici prossimi. Delle vite insomma..
Si potesse scappare, lo faremmo anche noi, perché siamo persone…ma siamo Pompieri e di fronte a cose anche più grandi di noi non possiamo che mettere a disposizione la nostra vita. Questa è la nostra missione…sì la nostra missione, per il bene della gente, per salvare delle vite umane, per mitigare le collere.
Si perché i pompieri, considerati gli operai dello Stato, sono quelli che fanno tutto per tutti, che superano l’aspetto e la formalità della divisa e si mettono a disposizione di tutti: delle istituzioni, della gente, delle Forze dell’Ordine.
Essi mitigano i rapporti anche in manifestazioni pacifiche, sono quelli che negli Stadi possono stare a bordo campo senza creare attriti o incompatibilità, in una forma neutrale che aiuta lo spirito a rimanere sereno, a convivere con gli altri senza preoccupazioni, sì perché con i Pompieri noi siamo al sicuro.
Sempre.
Gli inni incalzano, alternati alle grida del tifo per la propria squadra del cuore.
Siamo e sono anche lì per questo, per la festa, per il gioco e per la passione per la propria squadra e loro anche per svolgere il loro dovere.
Anche tra i pompieri ci sarà qualcuno che ci capisce, che ci apprezza, che vorrebbe tifare con noi.
Ma non può ovviamente, perché porta una divisa, un emblema importante.
Allora continuiamo a tifare noi per loro e a ringraziarli per essere il cuscinetto neutrale, disponibile e umano delle nostre giornate di passione.
La fiamma del fuoco la spengono loro, noi non spegniamo la fiamma del rispetto che nutriamo nei loro confronti.
Grazie Angeli del Fuoco…che Santa Barbara Vi protegga….sempre!!!!!



"barcollo ma non mollo" -
Vittoria Oggi Editore, che edita Supertifo, non richiede, nè riceve, denaro pubblico dallo Stato italiano, all’incirca 700 milioni di euro, che invece finiscono nelle casse di grandi gruppi editoriali, giornali e organi di partito.
Mirko Inglese
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