Che Djokovic non abbia un carattere facilissimo lo sanno tutti. Durante il match con Sinner il serbo ha preso la pazienza: l’azzurro è rimasto incredulo.
La cattedrale del tennis mondiale, la Rod Laver Arena, ha vissuto una delle giornate più cariche di elettricità della sua storia recente, trasformandosi in un catino di emozioni contrastanti durante la semifinale degli Australian Open 2026. Al termine di una maratona di oltre quattro ore, Novak Djokovic ha strappato il pass per la finale, spegnendo le speranze di un Jannik Sinner che per lunghi tratti ha cullato il sogno del colpaccio. Tuttavia, la vittoria del serbo non è stata una marcia trionfale, ma un percorso a ostacoli segnato da picchi di nervosismo altissimo che hanno rischiato di compromettere l’esito del match fin dalle prime battute. In un’atmosfera dove ogni respiro del pubblico sembrava pesare come un macigno, la tensione tra il campione di Belgrado e gli spalti è deflagrata in momenti di puro scontro verbale, confermando come il rapporto tra Djokovic e il pubblico sia sì di grande stima, ma che necessita anche di profondo rispetto.
Nello sport d’élite, la legge del silenzio non è solo una norma di cortesia, ma un pilastro fondamentale su cui poggia la concentrazione dell’atleta. Quando questa sacralità viene violata, il rischio di un cortocircuito mentale diventa immediato, specialmente per un perfezionista come Nole. Mentre Sinner martellava con una precisione chirurgica, Djokovic appariva insolitamente vulnerabile alle distrazioni, come se stesse combattendo non solo contro il talento dell’altoatesino, ma anche contro i fantasmi di una platea che, nei momenti di difficoltà, non ha mai nascosto la propria preferenza per il giovane sfidante.
Il giallo del telefonino: Djokovic fulmina lo spettatore
Il punto di rottura di questo equilibrio precario è arrivato proprio nel cuore del primo parziale, quando Sinner si trovava a condurre per 5-3. Con il servizio a disposizione e il punteggio sul 30-0, la strada verso la conquista del set appariva ormai spianata, ma è stato un evento esterno a rubare la scena. Proprio nel silenzio assoluto che precede lo scambio, lo squillo insistente di un telefonino ha squarciato l’aria, distraendo visibilmente Djokovic proprio nell’attimo dell’impatto con la pallina. L’errore del serbo è stato immediato, così come la sua reazione: Nole si è letteralmente fermato, ha rivolto uno sguardo di ghiaccio verso il settore da cui proveniva il rumore e ha “fulminato” lo spettatore disattento con parole di fuoco, lamentando una mancanza di rispetto inaccettabile in una fase così delicata della semifinale.

Il giallo del telefonino: Djokovic fulmina lo spettatore – supertifo.it (foto:profilo X Djokovic)
Nella pratica, quel frammento di caos ha consegnato a Sinner tre set point consecutivi, permettendogli di chiudere il parziale sul 6-3 in modo agevole e rapido. Djokovic, ancora visibilmente scosso e polemico verso l’arbitro per la mancata gestione della platea, ha impiegato diversi minuti per ritrovare la calma necessaria a rientrare nel match. Il pericolo di una deriva nervosa era concreto e durante l’arco della gara anche Sinner ha dovuto fare i conti con interruzioni continue. Telefonini, grida e palline che entravano in campo hanno reso la gara un poco spezzettata.








