La Juve è impegnata nella difficile sfida contro il Galatasaray, ma il campo ha già dato i suoi primi verdetti. Ultimatum di Spalletti.
La Torino bianconera si è risvegliata questa mattina sotto il peso di una missione che profuma di epica, ma che per molti rasenta l’impossibile. Stasera, il prato dell’Allianz Stadium non è solo un terreno di gioco, ma il palcoscenico di un “miracolo sportivo” che la Juventus è chiamata a compiere per non veder svanire anzitempo i propri sogni continentali. Il pesante 5-2 rimediato nella bolgia di Istanbul contro il Galatasaray è una cicatrice ancora aperta, un risultato che imporrebbe prudenza a chiunque, ma non a Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, nel pre-gara, ha indossato l’armatura del condottiero, rifiutando categoricamente l’idea di aver già gettato la spugna.
Tuttavia, tra il dire e il fare si è inserita una realtà tattica complessa e, per certi versi, caotica. Spalletti ha optato per stravolgimenti di formazione profondi, rimescolando le carte nel tentativo di trovare quell’alchimia che è mancata sistematicamente nelle ultime uscite. Se da un lato l’abnegazione e l’impegno di gran parte del gruppo sono stati evidenti fin dai primi minuti di questo primo tempo, dall’altro sono emerse lacune strutturali preoccupanti. La manovra, pur generosa, è apparsa spesso frenetica e priva di quella lucidità necessaria per scardinare il fortino eretto dal Galatasaray. Mentre i reparti cercavano faticosamente di accorciare le distanze, è apparso chiaro che non tutti stessero remando nella stessa direzione, lasciando scoperte zone d’ombra che il pubblico di fede bianconera non ha tardato a sottolineare. Nonostante l’1-0 dell’intervallo i sostenitori bianconeri chiedono di più.
Jonathan David: il fantasma dell’area e la fine della pazienza social
In questo scenario di tempesta, l’attenzione si è catalizzata prepotentemente su quella che, ad oggi, rappresenta la più grande “incognita” del progetto tecnico bianconero: Jonathan David. L’attaccante canadese, arrivato con l’aura del salvatore della patria, ha vissuto un primo tempo che lo ha visto tragicamente ai margini del tessuto connettivo della squadra. Totalmente fuori dal gioco, David è apparso come un corpo estraneo, incapace di offrire una sponda valida o di dettare il passaggio in profondità, finendo sistematicamente inghiottito tra le maglie della difesa turca. La sua staticità, in una serata dove ogni goccia di sudore dovrebbe valere il doppio, ha creato un vuoto pneumatico al centro dell’attacco che ha reso vani numerosi tentativi di assistenza.

Jonathan David: il fantasma dell’area e la fine della pazienza social – supertifo.it (foto: profilo X Juve)
L’eco di questa assenza ingombrante non è rimasta confinata agli spalti. Sui social network, il verdetto dei tifosi è stato immediato. David quando farà il suo primo tiro in porta? – ha scritto un utente scontento delle prestazioni del canadese, accompagnato da messaggi che hanno alzato decisamente i toni: “Tra l’arbitro, David e le simulazioni di questi idioti ho finito le bestemmie per quest’anno”. David è una vergogna, giochiamo in 10 – è solo uno dei tanti messaggi nei confronti di una dirigenza che forse dovrà rivedere le strategie per il prossimo mercaot.
David è una vergogna, giochiamo in 10 #JuveGalatasaray
— MaRo (@massimorossibn) February 25, 2026
A #David quando farà il suo primo tiro in porta? #JuveGalatasaray
— Andrea Casiraghi (@AndyCasiraghi) February 25, 2026
Tra l’arbitro, #David e le simulazioni di questi idioti ho finito le bestemmie per quest’anno
— L’Epicureo (@EpicureoUgo85) February 25, 2026








