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Palermo nel cuore

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Per la rubrica Librando pubblichiamo anche online un articolo di Pietro Scaglione, scritto per la nostra rivista in cui descrive in sintesi la storia della tifoseria palermitana in cui ha ambientato il suo romanzo “Palermo nel cuore” pubblicato dalla casa editrice Torri del Vento.

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Palermo nel cuore

Il movimento ultrà palermitano nacque in un’epoca di ribellione e di antagonismo, negli anni degli Indiani metropolitani e degli Autonomi. Nel 1977, infatti, Franco D’Arpa fondò i Commandos Aquile, esempio e modello per intere generazioni di supporter palermitani. La nascita dei Commandos era stata preceduta, nel 1974, dalla fondazione degli Angeli della Nord, che, però, erano inizialmente soltanto un club di tifosi – il Club Pitrè .
Nel 1980, i Commandos furono affiancati da altri due apprezzati gruppi, tuttora attivi: le Brigate Rosanero (fondate da Jonhny Giordano) e i Warriors Ultras Palermo (guidati da Sesto Terrazzini). In quegli anni di accese dispute ideologiche, i Commandos erano tendenzialmente di sinistra, i Warriors erano prevalentemente di destra e le Brigate erano dichiaratamente apolitiche. A sinistra militavano anche altri gruppi leggendari come gli Indians e gli Eagles Korps (fondati dall’avvocato Mario Parisi). Invece, le Teste rasate erano dichiaratamente di destra. Ma, a Palermo, il tifo era predominante rispetto alla politica e poteva benissimo accadere che un ragazzo di destra militasse nei Commandos e un giovane di sinistra appartenesse ai Warriors.
Nella seconda metà degli anni Ottanta, i Commandos Aquile cessarono la loro attività. Alcuni ragazzi del gruppo, guidati dall’ottico Salvo Tranchina, fondarono la Vecchia Guardia (con lo striscione ispirato a Che Guevara e una corretta mentalità ultrà). Oggi, la Vecchia Guardia è posizionata, in curva nord superiore, accanto al Borgo Vecchio Sisma, l’appassionato gruppo fondato da Pasquale Minardi. Attenta ricerca di cori originali, lotte contro la “tessera del tifoso” e impegno sociale caratterizzano l’operato dei B.V.S, che in passato hanno anche aiutato l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia, padre Gioacchino Ragona, nelle attività in favore dei bambini del quartiere.

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La solidarietà accomuna tutti i gruppi ultras palermitani. Ad esempio, nel pub di Sesto Terrazzini, i Warriors hanno organizzato una serata per aiutare il piccolo Giuseppe, un bambino gravemente ammalato. Le Brigate Rosanero, invece, hanno raccolto i fondi per le vittime dei terremoti e hanno promosso le iniziative in favore di Telefono Azzurro.
Nella curva nord superiore di Palermo, i tre gruppi principali (il Borgo Vecchio Sisma, le Brigate e i Warriors) sono attualmente affiancati da sigle storiche (Vecchia Guardia, Supporters Filiciuzza, Boys Zen, Bad Boys Villatasca), ma anche da gruppi di più recente formazione come i Fusi rosanero (molto attivi, sia in casa sia in trasferta).
La curva nord inferiore dello stadio Barbera è animata dagli UCN, affiancati recentemente dagli Angeli della Nord e dal Meridiano Zero. Gli Ultras Curva Nord sono molto apprezzati per la mentalità “old style”, per i cori originali e per i cortei temerari (anche all’estero, come, ad esempio, a Barcellona, in occasione della partita di Coppa Uefa contro l’Espanyol).
In curva sud, sia pure decimati dalle diffide, resistono gli spavaldi UCS. Nati nel 1999, gli Ultras Curva Sud si sono imposti sulla scena nazionale per la loro mentalità e per la lotta contro il calcio moderno. Il loro motto è “Ucs senza padroni”. Tra gli striscioni da loro esposti in passato, ne spiccano due: “Oggi tutti a firmare, ma fieri del nostro ideale” e “No al calcio moderno. No all’ultras moderno. Torniamo ai veri valori ultras”.
La critica delle leggi repressive accomuna le due curve palermitane. Nel 2006, dopo la trasferta di Cagliari (quando i provvedimenti di D.a.spo., colpirono quasi cento ultras palermitani, appartenenti soprattutto a UCS, UCN e BVS), la curva nord espose, per un’intera stagione, lo striscione “Arresti, diffide, obbligo di firma e di dimora, ma non sono un criminale e lo dice la Storia!”.
Quanto ai rapporti con le altre tifoserie, gli ultras palermitani sono storicamente gemellati con i leccesi (“Lecce e Palermo contro il calcio moderno”), con i padovani (“Nessuna secessione potrà fermare la nostra unione”), con i siracusani (“Mio fratello è siracusano”) e con i cesenati. Il Borgo Vecchio Sisma e le Brigate Rosanero sono da sempre legati alla Curva B di Napoli (“Rispetto per chi ci rispetta. Salutiamo il fratello palermitano”, recitava un recente striscione degli Ultras Napoli 72), mentre gli UCN mantengono l’amicizia con i romanisti, iniziata dai Commandos e dai Warriors (“La Sud di Roma saluta gli amici palermitani”). La tifoseria palermitana è in buoni rapporti anche con i genoani, con i sampdoriani, con gli empolesi e con i lucchesi. Storiche rivalità, invece, contrappongono i palermitani ai laziali, ai veronesi, ai baresi, ai bergamaschi, ai bresciani, ai cagliaritani, agli interisti e agli juventini. I “nemici numero uno” restano, ovviamente, i catanesi, anche se il derby del 14 novembre scorso (disputato a Palermo) ha segnato un record: è stato il primo derby di Sicilia riaperto agli ospiti (dopo la tragica morte dell’ispettore Raciti) e il primo derby senza tafferugli (dopo decenni di scontri). Nonostante il passato burrascoso e le violenze degli anni precedenti, la profonda rivalità tra le due tifoserie non ha mai oscurato nobili gesti, come la partecipazione degli ultras palermitani (con in testa il leggendario Totò “Rambo”) ai funerali del cavaliere Massimino, presidente del Catania calcio. Una bella dimostrazione di mentalità ultrà.
Pietro Scaglione

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