Gli arbitri in Serie A sono sempre al centro dell’attenzione, e stavolta è arrivata la denuncia in conferenza stampa.
Il calcio è basato molto sulla tattica, sul gioco collettivo, sulle azioni offensive e sulla copertura difensiva, oltre a mischiare corsa, dribbling, scatti brevi e contropiedi in un colpo solo. Uno sport in cui può succedere di tutto in qualsiasi momento e nel quale anche le gestioni degli arbitri possono fare la differenza.
Proprio per questo motivo, c’è un regolamento che va rispettato. Se questo non accade, non è assolutamente possibile escludere il fatto che una determinata squadra possa subire un cartellino giallo, rosso o un rigore contro (o a favore).
Ma come facciamo a sapere se una determinata decisione non è stata viziata da una caduta accentuata, che ha tratto in inganno lo stesso direttore di gara? Su questo principalmente si basa la polemica nata negli ultimi giorni e che vede protagonisti proprio gli arbitri di Serie A.
Polemica arbitri di Serie A, ci risiamo: i dettagli
Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato nel corso della conferenza stampa alla vigilia del match contro il Cagliari, valido per la 24° giornata di Serie A e conclusosi 2-0 a favore della squadra di casa, di uno dei temi centrali dlel’attuale stagione. Facciamo riferimento all’arbitraggio, che sta portando a sempre più polemiche nelle ultime ore. L’allenatore ex Atalanta ha letteralmente denunciato un sistema che a suo dire sarebbe collaudato da tempo, senza però fare nomi sulle società apparentemente coinvolte.

Cosa ha dichiarato Gasperini (www.supertifo.it – X Europa League)
In poche parole, ci sarebbero ex arbitri che all’interno di diversi club insegnao ai calciatori come simulare in area di rigore e non soltanto: “Ci sono squadre che cominciano ad avere persone strane che arrivano dal mondo arbitrale che insegnano ai giocatori come rimanere in terra, come restare se vengono toccati ad aspettare che finisca l’azione, quando la palla viene respinta di testa a rimanere in terra”.
Quanto dichiarato da Gasperini è effettivamente molto grave, qualora venisse confermato, perché dimostra la triste realtà di quello che possiamo considerare assolutamente un sistema poco positivo e decisamente tutt’altro che incline a rendere il calcio più puilito e trasparente durante le partite che vengono disputate. Gasperini ritiene che il calcio sia leale, quindi se si trasforma in qualcos’altro diventa ciò che è più che mai distante dallo spirito dello sport: “Cercare di fregare un cartellino, un rigore, un’ammonizione, un cartellino rosso è distante da tutti gli altri sport. Nel calcio ci sono grandi interessi e necessità di fare risultati e vincere”.








