Un’umiliazione difficile da digerire, una piazza in ebollizione e un futuro quasi scritto: ritorna Thiago Motta.
Ci sono cose nel calcio che pesano più di altre, infatti, non tanto per il risultato in sé ma per il modo in cui arrivano e per ciò che raccontano. L’ultima di campionato ha lasciato segni profondi, senza ombra di dubbio, dentro e fuori dal campo. I tifosi non ne possono più, la pazienza sembra esaurita e l’aria che si respira attorno alla squadra è diventata improvvisamente pesantissima. In questi casi, però, le decisioni non arrivano mai di getto, ma maturano lentamente, tra riflessioni interne e pressioni esterne sempre più forti.
Per qualche ora si è provato a minimizzare, a parlare di incidente di percorso, di giornata storta. Però il risultato è sotto gli occhi di tutti, una squadra si bella davedersi ma che poi. alla fine dei fatti, non concretizza. C’è sempre un errore di troppo, una disattenzione, unq ualcosa che viene meno e che non porta i risultati sperati.
Thiago Motta pronto al rientro
Il punteggio finale racconta una verità difficile da aggirare. Il 5-0 incassato dal Marsiglia contro il PSG è una ferita aperta, una di quelle che restano impresse nella memoria collettiva di una tifoseria. Una sconfitta così netta, in una sfida così sentita, non può passare inosservata e inevitabilmente riporta al centro del dibattito la posizione dell’allenatore.
Roberto De Zerbi, infatti, torna a essere in bilico. Non è la prima volta da quando siede su quella panchina, ma questa volta la sensazione è che il margine di tolleranza si sia drasticamente ridotto. La squadra è apparsa fragile, disordinata, lontana parente di quella immaginata a inizio stagione. E quando il progetto tecnico sembra smarrire la sua identità, i dirigenti sono chiamati a interrogarsi, anche a costo di scelte dolorose.
Ed è proprio in questo clima di incertezza che un nome torna a farsi largo con insistenza, quasi come un’ombra che non ha mai davvero lasciato i corridoi del club. Thiago Motta rappresenta l’idea del rilancio, la scommessa su un profilo giovane ma già segnato da esperienze forti. Per lui, ancora sotto contratto con la Juventus dopo l’esonero arrivato nel 2025, si tratterebbe di un ritorno in panchina a distanza di lunghi mesi, in una piazza che potrebbe offrirgli una nuova occasione per dimostrare il suo valore.

De Zerbi vicino all’esonero (Foto IG @robdzerbi – supertifo.it)
Senza ombra di dubbio, Motta è visto come una figura capace di ricostruire, di ridare ordine e identità a una squadra che oggi appare smarrita. Il suo nome circola con sempre maggiore insistenza tra addetti ai lavori e tifosi, che vedono in lui una possibile svolta, anche emotiva, dopo l’umiliazione subita. Non si parla ancora di decisioni ufficiali, però il fatto che il suo profilo venga considerato il “nome buono” in caso di esonero dice molto sullo stato delle cose.
Per De Zerbi, invece, gli scenari diventerebbero imprevedibili. La sua carriera, infatti, non può essere ridotta a una singola notte storta. L’allenatore italiano ha accumulato una significativa esperienza internazionale, confrontandosi con campionati e realtà diverse, e questo lo rende comunque un profilo appetibile. In Serie A, dove la sua idea di calcio è sempre stata apprezzata, potrebbe tornare utile a più di una società in cerca di identità e coraggio.
Resta il fatto che il calcio vive di momenti e questo è uno di quelli che possono cambiare tutto. L’umiliazione subita ha accelerato riflessioni che forse erano già in corso e ora la panchina traballa più che mai. I tifosi chiedono risposte immediate, la dirigenza valuta il da farsi e sullo sfondo prende forma l’ipotesi di un ritorno in panchina che sa di seconda possibilità. Perché, infatti, nel calcio come nella vita, a volte serve cadere rovinosamente per capire che è arrivato il momento di cambiare strada.








