Novità da parte del club bianconero che ha ufficializzato la cessione: tutti i dettagli dell’operazione di mercato
È il momento dei saluti per la Juventus ed è un addio che non passa sotto silenzio. Mentre Spalletti si lecca le ferite e prova a dare nuova carica alla squadra che domani sera affronterà la Roma, la società è già al lavoro per il futuro.
Un futuro che riguarda in primo luogo proprio l’allenatore toscano: bisognerà capire nei prossimi giorni se ci sono le condizioni per andare avanti insieme oppure no. La società ha già confermato di voler rinnovare il contratto del tecnico che, dal canto suo, ha la voglia di restare a Torino, ma chiede garanzie dal punto di vista tecnico e progettuale.
Da una conferma ad un addio molto importante: la Juventus Women, infatti, ha annunciato il trasferimento in prestito di Cristiana Girelli. L’ormai ex numero 10 bianconera volerà negli Stati Uniti e giocherà i prossimi mesi mesi con il Bay FC, squadra californiana che partecipa alla National Women’s Soccer League .
Un’esperienza importante per l’attaccante che, contestualmente, ha anche rinnovato il suo contratto con la Juventus di un altro anno, portando la scadenza al 30 giugno 2027. Un addio pesante visto che la Girelli è una delle bandiera della società bianconera: otto anni a Torino con la vittoria di cinque Scudetti, quattro Coppe Italia, cinque Supercoppe Italiana e una Serie A Women’s Cup.
La Juventus saluta la Girelli: esperienza negli Usa
Via dalla Juventus e via dall’Italia, dunque, per Cristina Girelli che potrà calcare i terreni nella Lega principale americana, una delle più prestigiose del calcio femminile.

Girelli lascia la Juventus (Instagram Cristiana Girelli) – Supertifo.it
Un’esperienza che la società non ha voluto togliere alla sua bandiera. Stefano Braghin, Women’s Football Director della Juventus femminile, ha voluto proprio ribadire questo in alcune dichiarazioni rilasciate ai canali ufficiali del club: “La Girelli è stato un esempio per le più giovani, una guida per le nuove arrivate, una garanzia per gli allenatori che sono passati di qui ma, soprattutto, ha custodito e alimentato il fuoco della juventinità come valore da trasmettere e come mentalità da vivere quotidianamente quando si veste questa maglia”.
Ecco allora che “era giusto farle vivere un’esperienza così speciale, sia umana che calcistica”, ma non si tratta di un addio visto che lo stesso dirigente dà l’arrivederci all’ormai ex numero 10: “Sarà bello riaccoglierla un giorno intorno al fuoco che tanto ha contribuito a tenere vivo”.








